Continuiamo con la nostra testimonianza su questo Prowein 2025, dopo la prima parte con la testimonianza di due cari amici nonchè professionisti del vino dal mondo produttivo, Elisa Semprebon Export Area Manager di Pasqua Vigneti e Cantine SPA e Giacomo Giordano, enotecnico di Cantina il Castello.

Parlando con Nazareno Vicenzi del Consorzio delle Venezie,  ci arriva il punto di vista di un professionista del vino che lavora per il mondo consortile da tanti anni, e che noi conosciamo davvero sin dagli inizi della nostra realtà d’agenzia.

Egli afferma quanto segue su questo Prowein 2025 “Dal un punto di vista di operatore di Consorzio di Tutela, ho avuto modo di osservare e ascoltare Aziende di diverse dimensioni. Credo tutte abbiano lavorato grazie ad appuntamenti ben schedulati anche ottenendo qualche contatto interessante, probabilmente inatteso. Nonostante un gran confrontarsi su questi temi ho percepito nelle ultime battute che molte di queste, specie se presenti sul mercato del centro-est Europa, rinnoveranno la loro presenza, magari con un vestito nuovo. Lato Consorzi di Tutela, una presenza istituzionale volta ad un supporto, anche quale “punto di sintesi”, per poter incontrare le Aziende sui temi economici rimane un servizio che anche in questa edizione è stato molto apprezzato”.

A voi un link relativo ad una recente conferenza stampa proprio del Consorzio Delle Venezie che parla di futuro, strategia e collaborazione.

Una testimonianza importante arriva poi da Juri Pagani, Direttore del Consorzio Valtenesi, che a Prowein era presente con una veste davvero originale, frutto di una intelligente operazione di co-marketing.

“Per il Consorzio Valtènesi è stato un PROWEIN all’insegna delle novità. Per il primo anno infatti abbiamo avuto uno stand in condivisone con il Comitee des Vins de Provence. Un’unione italo Francese che ha creato molto interesse nei confronti dei nostri prodotti.” Afferma Juri Pagani, continuando poi con una riflessione sulla fiera in sé, al di là dell’originale scelta del suo consorzio “Un PROWEIN sicuramente con meno partecipazione, sia dal punto di vista degli espositori che da quello dei visitatori, ma che ha comunque confermato il forte interesse del mercato tedesco e nord europeo nei confronti dei vini del lago di Garda. Le nostre aziende hanno avuto molti appuntamenti e quindi escono soddisfatte da una manifestazione considerata in declino ancor prima di aver luogo. L’approccio del pubblico nei confronti delle grandi fiere sta cambiando, si cerca sempre più l’esperienza tailor made, e quindi anche le grande fiere dovranno essere capaci di innovarsi. La domanda che tutti ci pongono: ci sarete ancora a Prowein 2026? Il consorzio Valtènesi replicherà la partnership con gli amici d’oltralpe della Provence con qualche novità.. per ora Top secret! “.

Secondo la nostra esperienza questa fiera è sempre importante, specie per incontrare operatori del nord, est e centro Europa. Visitando un contatto Neozelandese, Silvia Rama, che lavorava allo stand del Consorzio Tutela Vino Custoza, ha visto molto movimento all’interno del padiglione dedicato ai vini del “Nuovo Mondo”, locuzione non del tutto corretta, visto che in Sud Africa ed in Australia si produce vino da secoli oramai. Dal suo punto di vista, fintanto che molte cantine, associazioni di produttori ed importatori da queste regioni vitivinicole anche distanti, sceglieranno Prowein come punto d’incontro con il business del vino europeo,  Prowein potrà solo rinvigorirsi. Dopo un confronto interno sugli aspetti legati ai costi effettivamente in questo argomento abbiamo trovato una criticità. In un mercato che vede crescere le materie prime anche a doppia cifra (pensiamo a carta e vetro), i budget per la promozione ed il marketing sono distribuiti in modo sempre più attento. Qualora, dopo attento lavoro, i produttori iniziassero a vedere comunque una “fuga” degli acquirenti, verso altri eventi (Vinitaly, Wine Paris), probabilmente questa fiera si vedrebbe ancor più penalizzata.