Siamo reduci da un Prowein diverso da quelli che ricordavamo, per noi un Prowein più concentrato, focalizzato, calmo e al tempo stesso operativo. La nostra ultima partecipazione è prepandemica e verificando le fatture dei voli era il 2019. Un Prowein col botto se non ricordiamo male, tanto che si parlava di 6800 espositori circa, con una presenza di oltre 60.000 visitatori. Numeri davvero impressionanti.
Dai dati ufficiali della fiera quest’anno c’erano circa 4200 espositori e si sono contati circa 42.000 visitatori da 128 paesi del mondo.
Comunque numeri impressionanti ma al di là dei numeri abbiamo chiesto ad alcuni professionisti del vino, dalla lunga esperienza, commerciale, istituzionale ed organizzativa quali sono state le loro impressioni, a fiera conclusa, dopo tre giorni di intenso lavoro e mesi di preparazione.
Eccovi il punto di vista di Giacomo Giordano, enotecnico per la Cantina del Castello, una realtà i cui prodotti sono lo specchio del territorio e nascono con l’obiettivo di esaltare le caratteristiche del Soave nel rispetto della tradizione e che propone degustazioni e wine experience in location davvero unica. Giacomo Giordano, in Cantina del Castello si occupa di commerciale estero e vinificazioni.
“Come già espresso con altri colleghi questa del 2025 è stata un’edizione molto particolare che mi ha fatto riflettere. Personalmente ho iniziato la mia esperienza con Prowein nel 2007 e ricordo che non era ancora così grande, ma era una fiera dove esponevano più distributori e importatori che produttori di vino e si cercava di prendere un appuntamento per aprire contatti commerciali, girando i vari stand con una valigetta con i propri vini da proporre.
Dal 2008 ho iniziato a esporre i miei vini come produttore e devo dire che per me è sempre stata la miglior fiera B2B per il nostro settore per molti anni. Grazie al lavoro sviluppato in questo contesto ho potuto farmi conoscere e aprire mercati europei e mondiali dove ho poi esportato con successo per parecchio tempo.
Secondo me la prima battuta d’arresto di Prowein è stata nel periodo post covid. Tutti noi abbiamo visto lievitare i costi di hotel, voli, ristoranti e ultimo ma non meno importante spazi espositivi. A questo dobbiamo aggiungere che nelle ultime due edizioni, sempre durante la fiera ci sono stati continui scioperi di compagnie aeree o mezzi pubblici che hanno esasperato i vari frequentatori di questa manifestazione. Ho avuto la sensazione che anziché studiare un qualcosa per attrarre produttori e di conseguenza importatori si sia remato in direzioni opposte. E in periodi di crisi le scelte promozionali di una cantina sono oculate. Si decide di anno in anno a quali eventi partecipare e come.
Poi si aggiunge che qualche settimana prima di Prowein è apparsa da qualche tempo Vinexpo – Wine Paris, e sappiamo che nel bene e nel male la novità attrae e con costi inferiori. Quindi lo scenario si fa complesso.
Detto ciò dire che la Prowein sia morta, come qualcuno ritiene, credo sia prematuro. Sebbene l’affluenza sia stata obiettivamente inferiore alle scorse edizioni, io contatti interessanti li ho avuti. Se mi venisse chiesto di dare un consiglio per provare a riposizionare e rinvigorire questa storica manifestazione, io direi che sarebbe il caso di rivedere i costi, per far sì di riportare alcuni produttori che l’hanno abbandonata ad esporre le loro eccellenze e di conseguenza attrarre nuovi importatori, buyer o operatori del settore. Chiaramente il mio punto di vista è da businessman del vino, la cui strategia è votata alla qualità e alla differenziazione del marchio, con un approccio efficiente alla allocazione delle risorse della cantina”.
Leggiamo ora le impressioni di una cara amica, che stimiamo molto, una professionista del vino che ha girato il mondo, Elisa Semprebon, Export Area Manager di Pasqua Vigneti e Cantine S.p.A., una realtà storica del panorama vitivinicolo veronese ed internazionale, che continua a crescere e che nel 2024 ha registrato un +6% e un fatturato di 63,5 milioni € .
“Prowein si è confermata un’importante vetrina internazionale, e il bilancio della nostra partecipazione è positivo, frutto di un intenso lavoro di preparazione pre-fiera. Tuttavia, il mondo del vino sta cambiando rapidamente e, dopo quest’ultima manifestazione, è inevitabile interrogarsi sull’effettiva efficacia delle fiere tradizionali. Ha ancora senso continuare a investire in più manifestazioni o è più strategico riallocare i budget destinati a queste manifestazione per rafforzare le visite dirette sui mercati? Forse il futuro risiede in un approccio più mirato, scegliendo un’unica fiera su cui concentrare risorse ed energie. Sicuramente aspettare che le cose cambino senza modificare il proprio approccio non porta nessun risultato.”
Dopo il punto di vista di due manager del vino del mondo privato… vi presenteremo il punto di vista di due professionisti del mondo istituzionale, sempre da Prowein, a testimoninanza che questa fiera è ben distante dal non essere ancora un riferimento, almeno per qualche tempo ancora. Questo il link…
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